Certosa di avigliana

Certosa di avigliana

Breviario certosino

Nel 1189-91 i certosini fondarono la Certosa di Losa (Certosa della Losa) a Losa in Gravere. Il sito si rivelò presto inadeguato e i monaci costruirono un nuovo monastero su terreni donati da Tommaso di Moriana, la Certosa di Montebenedetto, che la comunità di Losa occupò nel 1197 o 1198.

Nel 1205 la Certosa, che già possedeva la valle dell’Orsiera, acquistò la tenuta di Banda, situata più in basso sulle montagne e più accessibile del monastero, dove stabilirono una grangia, l’infermeria del monastero e una foresteria.

Durante il 15° secolo crebbe la pressione all’interno del monastero affinché la comunità si trasferisse a fondovalle. Nel 1473 i locali furono in gran parte distrutti da un’inondazione, e nel 1498 i monaci si ristabilirono in locali ampliati a Banda, da allora in poi la Certosa di Banda. Da questa data i locali di Montebenedetto furono ridotti allo stato di grangia e vennero utilizzati come cascina.

La comunità di Banda si trasferì nel 1598 nella Certosa di Avigliana, ma Carlo Emanuele I, duca di Savoia, fece distruggere gli edifici per motivi difensivi nel 1630. I monaci espropriati ottennero la Certosa di Collegno nel 1642, ma negli anni successivi rioccuparono temporaneamente gli edifici di Montebenedetto e Banda.

Fratelli laici certosini

Dipinto di Sebastiano Ricci (1659-1734) raffigurante il fondatore dei Certosini, Bruno di Colonia (1030-1101 circa), che venera Maria, madre di Gesù e adora il Bambino Gesù, con Ugo di Lincoln (1135-1200) che guarda sullo sfondo.

I Certosini, noti anche come Ordine dei Certosini (latino: Ordo Cartusiensis), sono un ordine religioso di clausura latino della Chiesa cattolica. L’ordine fu fondato da Bruno di Colonia nel 1084 e comprende sia monaci che suore. L’ordine ha una propria regola, chiamata gli Statuti, e la loro vita combina sia il monachesimo eremitico che quello cenobitico. Il motto dei certosini è Stat crux dum volvitur orbis, latino per “La croce è ferma mentre il mondo gira”[3].

Il nome certosino deriva dalle montagne Chartreuse nelle Prealpi francesi: Bruno costruì il suo primo eremo in una valle di queste montagne. Questi nomi furono adattati all’inglese charterhouse, che significa certosa.[a] Oggi ci sono 23 certose, 18 per monaci e 5 per monache. Il cordiale alcolico Chartreuse viene prodotto dai monaci della Grande Chartreuse dal 1737, il che ha dato origine al nome del colore, anche se il liquore è in realtà prodotto non solo come chartreuse verde, ma anche come chartreuse giallo.

La vita in un monastero certosino

Questa è una lista di monasteri certosini, o certose, contenente sia monasteri esistenti che disciolti dei certosini (conosciuti anche come l’Ordine di San Bruno) per monaci e suore, ordinati per località sotto i loro paesi attuali. Sono anche elencate le “case di rifugio” utilizzate dalle comunità espulse dalla Francia all’inizio del XX secolo.

Dall’istituzione dei certosini nel 1084 ci sono state più di 300 fondazioni monastiche,[1] e questa lista vuole essere completa. Le date di fondazione e di soppressione sono date dove conosciute. Al marzo 2020[aggiornamento] ci sono 23 certose esistenti, 18 per i monaci e 5 per le monache, indicate in grassetto.[2][3]

San bruno il certosino

Lavora nella sede torinese dello Studio, in Piazza Statuto n.10. Le sue principali aree di pratica sono il diritto tributario e commerciale, l’organizzazione no-profit, con particolare attenzione alla regolamentazione dell’arte. È inoltre specializzato in materia agricola e successoria. Ha una vasta esperienza nel settore vitivinicolo, avendo lavorato come consulente aziendale per importanti aziende, leader del mercato.

Attualmente è Presidente del Collegio Sindacale in A.I.A. (Associazione Italiana Allevatori di Bovini), in Associazione Provinciale Allevatori di Cuneo e Torino (entrambe dal 1979); in A.R.A.P. (Associazione Regionale Allevatori del Piemonte (dal 1997). E’ membro del Collegio Sindacale nella Federazione Provinciale degli Agricoltori Indipendenti di Torino (dal 1973).

E’ Tesoriere nell’Associazione Abbazia 1515 Onlus, facente parte della Fondazione Gruppo Abele per la ristrutturazione e designazione della Certosa di San Francesco in Avigliana (Torino, Italia) a fini culturali, religiosi e sociali.

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